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La vendita di beneficenza

Oggi a scuola di Giada c’è stata la vendita di beneficenza di dolci.

Questo significa che ieri pomeriggio anzichè stirare/farmi lo shampoo/stravaccarmi sul divano ho dovuto preparare un dolce.
In realtà prima di preparare il dolce son dovuta andare al centro commerciale più vicino per comprare gli ingredienti necessari per la preparazione dei cupcake.
(in realtà sabato ero andata a fare la spesa ma ho trovato al supermercato le birre in offerta e, invece di comprare gli ingredienti ho fatto scorta di birre e di patatine-che se compri le birre devi prendere anche le patatine no?) 
Nel frattempo, cioè mentre andavo al centro commerciale, una delle mamme di scuola posta la foto della Sua colomba artigianale.
Dico io: una colomba artigianale?
Nessun cupcake, neanche quelli di Buddy, può competere con una colomba fatta in casa e confezionata benissimo – manca alla migliore pasticceria di Napoli la confezionano così.
La figura di merda era dietro l’angolo.
A questo punto ero pronta a dichiarare la mia inettitudine acquistando una torta del mulino, stropicciarla un po’ e cospargerla di tanto zucchero a velo (giusto per dargli un tocco casalingo) 
Ho resistito.
L’ho fatto per Giada ed ho stoicamente preparato i miei cupcake (sperando di riuscire a non darle l’aspetto di merdine alla crema al burro) 
Stamattina arrivo a scuola.
I cupcake nei contenitori Ikea (lo dico solo a voi che li stavo dimenticando a casa) e scopro con orrore che molti dolci sono stati confezionati con fiocchi e con la carta trasperente (dove cavolo si compra la carta trasparente per impacchettare i dolci? Dove? Illuminatemi…) 
Ho mollato la piccola urlante al nido e mi sono presentata mortificata dalla maestra di Giada.
La conversazione è stata più o meno questa:
“Ciao Maestra, io avrei fatto i cupcake.
Ecco però non ho pensato che andavano confezionati.
Li ho messi nei contenitori così non si sarebbero rovinati nel trasporto…e si poi ci sono due vassoi…però vedi non li ho confezionati…se vuoi vendi pure i contenitori Ikea”
Adesso non lo so per certo…però forse un po’ di pietà l’ho fatta alla maestra.
E ci ha pensato Lei a rendere i nostri cupcake eccezionali 
Comunicazione di servizio: dopo questa mattinata ho deciso di stilare Il mio manifesto delle pessime mamme
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2 thoughts on “La vendita di beneficenza

  1. per quanto riguarda le 'figure di m**da' siamo colleghe: durante la settimana c'è sempre qualcuna che riesce a farmela fare, ma ormai ho imparato una cosa: per notare qualcosa che non va è perchè loro ci sono già passate prima 😀

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  2. quando ero ragazzina giocavo a pallavolo, e alla fine di un torneo estivo ci fu una sorta di festicciola con gara di torte fatte dalle mamme…la mia fece la classica 7vasetti ma poi si accorse subito che non era troppo bella… e mi disse :ora ci inventiamo qsa…tiro' fuori stuzzicadenti cartoncino e ombrellini..si quelli da coctail..improvviso cosi dei giocatori di pallavolo………risultato?? vinsi il secondo premio per la torta piu simpatica.. mia mamma nn ci poteva credere!! ed io ero felicissima!!!!

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