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Il giorno che sono uscita senza reggiseno

Il giorno che sono uscita senza reggiseno

Il mio incubo peggiore è non sentire il suono della sveglia al mattino.
Giuro.
La sera vado a dormine (sarebbe meglio dire entro in coma) con il terrore di non sentire la sveglia.
Così ne ho programmate tre.
La prima alle 5.45 (in realtà Greta si sveglia alle 5.30 la metto giusto per illudermi che “tanto stavo per alzarmi”)
La seconda è alle 6.10 per quei casi in cui Greta voglia dormire un po’ di più.
La terza è alle 6.30 (in caso di grazia ricevuta-vedi greta dorme ancora).
Quella delle 6.30 è l’ultima chiamata.
Quella a cui non posso scappare senza rischiare di far tardi.
Dalle 6.30 ho un’ora esatta di tempo per:
-allattare la piccola (solo se si sveglia)
-prepararmi
-fare swish & swipe nei due bagni (sì, sto seguendo il metodo flylady)
-preparare lo zainetto
-riaddormentare la piccola
-svegliare Giada per accompagnarla a scuola.
Settimana scorsa però c’è stata una congiuzione astrale di sfiga e fortuna cosmica…uno specie di eclissi di sole…Greta ha dormito tutta notte fino alle 8.10 del mattino ed io ho spento la sveglia.
Adesso immaginate la mia faccia quando con l’occhio sinistro ho guardato il telefono per vedere che ora fosse: un misto tra l’urlo di Munch e l’amica rossa di Hugh Grant in  4 matrimonio e un funerale.
“Cazzo cazzo cazzo cazzo cazzissimo” (dai ci stavano tutti) “ho fatto tardi”.
Ok, Giada niente scuola.
Mi fiondo in bagno (fortuna che avevo già preparato i vestiti la sera prima).
Mi lavo.
Mi vesto.
“ma ma ma ma ma ma ma “
Sveglio il padre delle creature che russava ancora alla grande: “Greta piange…questo è il giorno giusto che prende il biberon”
Lui: “Yawn…ma non lo prende mai”
“Allora dalle uno  yogurth”
“Mammmmmaaaaaaaaaaaaaaaaa mi sono svegliata da sola visto che brava?”
“Sì amore, talmente brava che oggi puoi dormire ancora un po’…ti meriti un giorno di festa a scuola. Sei felice?”
cazzo cazzo cazzo è tardissimo.
Infilo gli stivali, metto il cappotto, prendo la borsa, le chiavi della macchina, esco di casa.
Cazzo non ho messo il reggiseno.
Troppo tardi per rientrare.
Vabbè tanto non se ne accorgerà nessuno.
Nessuno se ne è accorto (questo per farvi capire che anche il piattume assoluto ha i suoi vantaggi)

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8 thoughts on “Il giorno che sono uscita senza reggiseno

  1. Ciao e piacere di conoscerti, la fretta fa brutti scherzi, quanto ti capisco. Io sono mamma di due gemelle e tutte le mattine arriviamo all'asilo sempre di corsa. Una volta mi dimentico di portare il bavagliolo, l'altra non ricordo di prendere i buoni pasto, una follia, ma posso farcela….

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