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Maternità a rischio?

Sono certa che qualcuno sta richiedendo la riapertura degli ospedali psichiatrici per farmi internare.
A vita.
Se possibile.
Però ci sono cose che mi fanno girare le ovaie.
Tanto tanto.
Tra queste e quasi in sul podio delle “cose che odio di più” le finte maternità a rischio.
Quando ho annunciato la mia gravidanza molte donne (nessun uomo) mi ha chiesto:
“Ti prendi la maternità a rischio?”
“No sto bene e vado a lavoro e se tutto va come deve andare resto fino alla fine dell’ottavo mese”
“Ma chi te lo fa fare” o “io l’ho sempre fatta” sono state le risposte più gettonate.
La cosa che mi irrita è che questi suggerimenti siano arrivati da chi lamenta, più di altre, che le donne a lavoro sono discriminate o che per una donna con figli è difficile trovare lavoro.
Senza offesa ma tu, donna che hai preso una finta maternità a rischio, un lavoro non te lo meriti affatto.
E ti dirò di più.
Tu, donna che hai usufruito di una finta maternità a rischio, hai creato un precedente che lascia preferire, a chi ha da offrire un lavoro, un uomo piuttosto di una donna.
Non sono un eroe.
Ne una moderna Don Chisciotte in gonnella.
E sia chiaro la mattina alle 6 ho un sonno boia e vorrei restare altre tre ore sotto al piumone.
Credo, però, che quello che si semina si raccoglie.
Se dovessi sostenere domattina un colloquio di lavoro metterei questo nel mio curriculum.
Direi a chi sta esaminando me che di me ci si può fidare.
Che prendo il lavoro con seriatà.
Che sì ho una figlia ma fino ad ora non ho mai preso un giorno di permesso o mi sono finta malata (si fa anche questo) per restare qualche giorno a casa con mia figlia (o magari per restare a casa con mia figlia quando ho già esaurito tutti i permessi di maternità).
Ho visto donne farlo.
Le ho sempre criticate e continuerò a farlo.
In fondo, se tu donna che prendi finte maternità a rischio ci pensi, anche tua figlia (se aspetti una figlia femmina sia chiaro) sarà discriminata o preferita ad un uomo sul lavoro, in quanto femmina in età fertile e che potrà usufruire di una finta maternità a rischio.
Facciamo che restiamo a casa solo se c’è davvero bisogno?
E non perchè abbiamo dalla nostra medici conniventi che impiegano meno di un minuto per compilare un modulo utile a farci restare a casa per nove mesi?
Io una donna come me l’assumerei dovunque.
Potreste dire lo stesso di Voi stesse?

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44 thoughts on “Maternità a rischio?

  1. Argomento delicatissimo, potresti sollevare un putiferio….ma sto dalla tua, perché essere madre non deve essere una penalità ma non può essere nemmeno il privilegio, o peggio ancora la scusa, per fare i propri comodi e approfittarsene. Conosco chi l'ha fatto ma per fortuna e' molto meno numeroso di chi on lo fa!!!!'

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  2. io ho lavorato fino al quarto mese,e con vere gravidanze a rischio,mi davano della pazza perche` una volta fatte le beta potevo starmene a casa.A me e` dispiaciuto molto invece,avrei lavorato fino all'astensione obbligatoria se fosse stato possibile.La gravidanza fisiologica non e` una malattia ricordiamocelo ogni tanto!

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  3. Io ho avuto la possibilità di stare a casa con la maternità a rischio perchè a 10 settimane ho avuto varie perdite, però, poichè ero una lavoratrice precaria, ho preferito solo fare alcuni giorni di riposo e poi andare a lavorare fino all'8 mese. Risultato? Quando il contratto è scaduto non è stato cmq rinnovato… E dopo 7 anni di precariato, sono a piedi. E con un figlio di 1 anno. Mi sono pentita di non aver accettato la maternità a rischio, ma solo x come si è comportato il mio datore di lavoro.

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  4. Io sono rimasta a casa in maternità anticipata dalla 17sima settimana perché sono svenuta al lavoro. È stato un periodo bellissimo, ho covato senza più stress e mi sono fatta delle grandi dormite e altrettante passeggiate.
    Lo augurerei a tutte e sinceramente non biasimo chi si fa mettere in maternità senza avere avuto problemi.
    Sono altre le disonestà da punire, secondo me.

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  5. la penso come te.
    siamo discriminate in sede di colloquio,soprattutto se siamo in età a “rischio” grazie a tutte quelle donne che approffittano e strumentalizzano la gravidanza.
    e ci sono pure quelle che si fanno 2-3 figli in fila senza rientrare tra un figlio e l'altro.
    io mi assumerei.
    anche se voglio diventare madre,ma sono seria e non farei mai certi giochini.

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  6. @mafalda: non riesco a capirti. come fai a capire chi si fa mettere a rischio,pur non essendo a rischio? è frode, è essere disonesti.
    la gravidanza NON è una malattia..se va bene non vedo perchè farsi mettere in anticipata!

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  7. Discorso spinoso e molto complesso. Se parliamo in astratto sono assolutamente d'accordo con te – per la gravidanza, non per i permessi per stare a casa coi figli, visto che non esiste tutela per la malattia dei figli se non a 0 retribuzione. Per l'anticipata è vero, ma bisogna considerare che spesso è il datore di lavoro a suggerirlo – un'anticipata è pagata dall'inps e in periodi di crisi uno stipendio in meno da pagare non è cosa da poco. In altri caso lo scazzo è talmente elevato che si aspetta quel momento per far pagare tutti i soprusi precedenti. Sbagliato, ma un modo come un altro per farsi giustizia da sole.
    È poi parliamoci chiaro: due mesi di anticipata rispetto a 40 anni di lavoro cosa sono? Non abbiamo tutele – e non abbiamo sconti rispetto agli uomini. In Francia per ogni figlio si lavora un anno in meno, qui sembra che dobbiamo sentirci in colpa se facciamo due o tre figli senza tornare al lavoro…

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  8. Cara Jewel, mi trovi d'accordo. Purtroppo la seconda maternita l'ho dovuta fare tutta a riposo. tutta…insomma…dal 4o all'ultimo mese. L'ho vissuta malissimo perche incinta di Anna ho lavorato sino all'ottavo ed ero stata benissimo. Costretta, ho dovuto farlo. ma non lo avrei scelto! 🙂

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  9. Ragazzi, questa è la nostra meravigliosa mentalità italiana. Tutti bravi a criticare i ladri, i politici & co.
    Ma quando abbiamo l'occasione, ecco che diventiamo ladri anche noi.
    Non vale solo per la maternità, vale per tutto.
    Si chiama senso civico, e se non l'inculchiamo ai nostri bambini, e soprattutto, se non diamo noi il buon esempio, non c'è speranza.

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  10. Cara Jewel, anche io ho lavorato fino all'ultimo, prima di tutto perché mi piaceva il mio lavoro, e poi per serietà. L'argomento che tocchi è molto delicato. Sono molto d'accordo con te, solo che ci sono mille casi e sfaccettature che magari non si conoscono. Perché, come dice Cri di Cento per Cento Mamma, ci sono donne che magari sono state discriminate e sfruttate per anni, e allora quando possono rendono quello che hanno subito. Concordo con quello che scrivi, ma sono un po' dubbiosa sul collegamento “donne che vanno in maternità anticipata anche se non ne hanno bisogno —> datori di lavoro che poi assumono solo uomini”, perché non credo sia proprio così. Quei datori di lavoro discriminano le donne per mille motivi, non solo per colpa di qualche donna che si fa fare un certificato falso. E' una materia molto complessa. Senza contare che, fra l'altro, all'azienda una maternità anticipata praticamente non costa nulla. Costa allo stato. E allora forse quelle donne stanno rubando a tutti noi, non solo al datore di lavoro. Ripeto, è una materia complessissima e ci vorrebbero ore per discuterne….Ciao!

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  11. Io ho avuto tre figli. Ho lavorato fino all'ottavo mese e sono rientrata alla fine dell'obbligatoria. L'ho fatto perché stavo bene: quando i bambini hanno cominciato a stare male mi è stato detto che non si poteva contare su di me. Temo che le generalizzazioni non siano sempre valide. Sentirsi dire che siccome i bambini stanno male (e voglio dire se la bambina voleva solo il latte da me, non credo che sia inaffidabilità mia!) io ero inaffidabile, beh! sai che ti dico? Se tornassi indietro prenderei tutto quello che non ho preso (tutta la facoltativa, sicuramente!).

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  12. Io ho lavorato fino all'ultimo, non per fare l'eroina, ma perché il mio lavoro mi piace e stavo bene. Francamente non ci trovo nulla di particolare in una donna in gravidanza che lavora, voglio dire: non è mica malata? Penso che come si è serie e precise normalmente, bisogna esserlo anche in gravidanza se si sta bene. Anche io non guardo di buon occhio chi si approfitta della gravidanza, perché fa del male a se stessa (in termini professionali) e crea precedenti pericolosi. Alla fine si arriva al perverso risultato che chi sta male veramente viene bistrattata e vive quella condizione di semimobilità malissimo, e chi 'dice' di star male è tutta contenta perché quel trattamento di sfavore se lo è cercato. Ma dico: stiamo scherzando? So che ci sono poi delle situazioni peculiari, ma il mio ragionamento è generale e riguarda una gravinda normale, in un posto normale (dove non ci sono datori che ti spingono alla maternità anticipata per intenderci). Ecco in questo caso, facciamo veramente che stiamo a casa solo se stiamo male?

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  13. Sono una che commenta poco, ma questo argomento mi tocca davvero e perciò, ecco la mia storia. (in breve è, mica un tomo!)

    Lavoravo in un'agenzia dove per un anno ho subito mobbing, di quello sottile, che all'inizio non te ne accorgi che è mobbing. Ho scoperto di esser incinta a fine marzo, a fine giugno il mio contratto sarebbe scaduto.
    Che fare? Conoscendo la situazione del mio ufficio, il consulente del lavoro mi consiglia di andare in maternità anticipata, in questo modo avrei avito ancora il posto di lavoro al termine della maternità e l'inps mi avrebbe pagato l'80% dello stipendio per i mesi a casa. Ci ho pensato su, non ero convinta. Ho lavorato un mese ancora, finchè un giorno sono tornata a casa con i tremori e il vomito. Il giorno dopo ho presentato il certificato e sono entrata in maternità anticipata. Era fine aprile. A fine maggio faccio la morfologica e scopro, vista la presenza di grumi di sangue nel liquido, di aver avuto almeno un paio di minacce di aborto. Da li, il senso di colpa per la maternità anticipata è immediatamente svanito. Io avrei voluto lavorare, davvero, tant'è che proposi al datore di lavoro di poterlo fare da casa, ma ci sono situazioni in cui non si hanno alternative. Continuando avrei perso sia il lavoro che la bambina. E' troppo facile generalizzare, e questo è un argomento troppo delicato.
    Per la cronaca, il lavoro poi l'ho perso comunque, perchè il mio capo dice di non aver trovato un posto adatto alla mia nuova condizione. L'altra capo, invece, ha apertamente dichiarato di essere stufa di lavorare con delle mamme.

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  14. E' difficile affrontare questo argomento perchè ogni caso è a sè.
    La priorità deve essere a mio avviso il bimbo che verrà e quindi bisogna fare di tutto per permettergli di crescere bene, credo che il succo sia non approfittarsene… come in tutto del resto.

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  15. D'accordissimo su tutto… io ho un amica che per stare a casa e non consumare ferie si fa fare dal pediatra il foglio di malattia del bambino…quando il bambino è sanissimo. Queste cose mi indignano e mi fanno vergognare di essere donna…e poi ci lamentiamo!!!! Hai ragione da vendere e anche io, una come la assumerei subito per tutti i motivi che tu ai fatto tuoi!!! Un bacio

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  16. Ho sempre lavorato in proprio, quindi o mi arrangiavo o mi arrangiavo!! Ho lavorato fino al pomeriggio alle tre, alla notte ho partorito. Lundedì dimessioni, martedì al lavoro.
    Se una donna ha una bella gravidanza, senza problemi, per me deve lavorare. La gravidanza non è una malattia!!! Non sopporto chi fà la maternità anticipata senza aver alcun motivo!!

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  17. La gravidanza non è una malattia, ma bisogna però riguardarsi un po' e secondo la mia esperienza non si è comunque produttive come al solito.
    Io mi sono fatta fare i documenti per andare al lavoro fino all'ottavo mese però mio figlio è nato alla 35 settimana (per fortuna senza grandi problemi a parte un allattamento difficile perchè troppo piccolo), quando in effetti non ero ancora in maternità! Delle volte penso di aver esagerato e che sarei dovuta stare più tranquilla.
    Inoltre soffrivo molto di acidità e nel pomeriggio al computer non stavo bene; se fosse stato possibile secondo me gli ultimi mesi avrei dovuto lavorare qualche ora in meno, ma questo non è in alcun modo previsto nè regolamentato. E tra le gravidanze veramente a rischio e i normali piccoli problemi di salute connessi ad una gravidanza c'è un abisso, però non si può dire che si è in forma come sempre (anche perchè il tuo corpo sta facendo pure un altro lavoro).
    Io mi assumerei per la mia serietà e onestà, però sono sincera bisogna spostare i carichi famigliari al 50/50 prima di poter dire ad un datore di lavoro che tra un papà e una mamma non ci sono differenze!
    Ad es. quando mio figlio è stato male (finora poco e spero sia sempre così) sono stata io a casa e questo so che mi rende più inaffidabile, così come cerco di non fare mai straordinari, per poter stare con lui almeno dalle 18.00 in poi.
    scusate mi sono dilungata!
    ciao
    francesca

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  18. Io ho lavorato fino a 2 giorni prima della nascita di mio figlio.. e aveva 14 giorni quando ero in ufficio a fatturare..sai, avevano bisogno di me..sono tornata “regolarmente” quando mio figlio aveva 7 mesi. Il risultato: quando ho chiesto il part time mi hanno detto prima di si e poi di no, con le conseguenze a livello di organizzazione famigliare ed economica.. e dopo qualche mese mi hanno mollato a casa.. neanche il preavviso volevano pagarmi nell'agenzia progressista dove x 5 anni avevo lavorato.. una vergogna.. il problema è che va a “fortuna”.. se hai un datore di lavoro intelligente riesci a gestire meglio le cose.. se no sei fregata..la società abbandona alla propria fortuna le donne incinta, le neo mamme.. e una società che non protegge i propri cuccioli.. è una società persa.

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  19. Io sono d'accordo al 100% con Francesca.
    Sono incinta, al terzo mese di gravidanza. Non sto male, non ho avuto minaccia d'aborto nè il medico mi ha detto che sembra una gravidanza a rischio. Però ho 36 anni, ci metto più di un'ora per arrivare al lavoro, più di un'ora per tornare a casa (tra treno e autobus), e ho duemila scadenze a distanza ravvicinatissima.
    Ho detto al mio capo che sono incinta (lavoro qui da 12 anni) e lui mi ha detto 'auguri', e poi: questo è il tuo nuovo progetto.
    Io non ce la faccio a seguire tutto. Ho il cervello stanco, esco da casa alle 7.15 e torno a casa alle 19.00 se va bene, e la sera alle 20.30 crollo.
    La ginecologa mi ha detto semplicemente: prova a stare tranquilla, prenditi più tempo per i tuoi nuovi ritmi. Attenta a tuo figlio, non esagerare a fare la superdonna.
    Ed io mi sento in colpa a non essere più al 100% come prima, anche se per 12 anni ho sempre lavorato mooolto più di un uomo.
    E' giusto?
    E' giusto che io mi senta una sfigata solo perchè, a 36 anni, finalmente sono rimasta incinta? Mio marito non ha questo problema, perchè io mi devo sentire così?
    Io lavorerei fino all'ultimo giorno, chiedo solo un po' di 'delicatezza' in più, orari un po' più flessibili, chiedo alcune accortezze che, ti assicuro, non ci sono.
    E se penso che la salute di mio figlio possa essere a rischio per colpa di un capo che mi riempie di responsabilità e, tra l'altro, mi tratta anche male…. lascio trarre a voi le conclusioni.
    Dico solo che mi auguro per il bene di tutti di non avere problemi 'gravi', perchè se così dovesse essere non farò l'eroina, e me ne starò a casa dal giorno dopo.
    E qualcuno venga poi a dirmi che me ne sono approfittata!!

    Cmq, in linea teorica, Waiting sono completamente d'accordo con il tuo post. Mi fa incaxxare chi se ne è approfittato tanto in questi anni, e tuttora lo fa, tanto da far sentire in colpa chi, come me, ha sempre dato più di quanto ha ricevuto.

    Argomento spinoso. Non rileggo perchè ho fretta, mi scuso se in alcuni punti non mi sono spiegata bene…
    Antonella.

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  20. @Carrie, la gravidanza non è una malattia, ma riporto quello che mi disse la mia ginecologa quando volevo comunque tornare al lavoro nonostante gli svenimenti e le contrazioni: “il tuo lavoro può farlo anche qualcun altro, quello che fai per il tuo bambino lo puoi fare solo tu”.
    Insomma, è questione di priorità. A meno che uno non faccia un lavoro in cui non fa davvero un c…o, è comunque uno stress.
    Quindi non biasimo chi sceglie di stare a casa fin da subito e chi gli permette di farlo.
    P.S. in sei anni di lavoro non mi ero mai presa un giorno di malattia, mentre avevo colleghe che stavano a casa per settimane per riposarsi… anche quella è disonestà, eppure nessuno chiedeva loro di fare le eroine.

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  21. … posso dire la mia???
    tutto quello che scrivi è giusto e sensato.
    ma hai provato a metterti dalla parte di quelle persone (donne e uomini) che vengono letteramnete presi in giro dalle grandi aziende, che non vengono loro incontro per nessun motivo. donne che annunciano una gravidanza e si sentono rispondere “allora il contratto non te lo rinnoviamo” (io,con il primo figlio), donne che annunciano la seconda gravidanza e si sentono dire “il part time nemmeno morti”, donne che alla fine decidono di fare anche il terzo e si sentono proporre, per rientrare dalla maternità “un comodo orario 14.00-22.00 a 30 km da casa…
    beh, non ti viene voglia di mandarli a quel paese??? o di prenderti per ripicca tutto quello che la legge ti concede???
    (scusa, ma io con questi datori di lavoro sono davvero inca$$ata nera…)

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  22. Parlo da datrice di lavoro: se una arriva e mi dice 'la mia priorità è mio figlio e la mia famiglia' io rispondo 'allora il lavoro adatto a te è la casalinga'.
    Parlo da cittadina italiana: è verissimo che il mondo del lavoro discrimina le mamme, ma per cambiare le cose le prime dobbiamo essere noi, anche se c'è rabbia smettere di comportarci 'per ripicca che tanto poi loro si comportano peggio' xchè se veramente veramente noi donne cominciassimo a comportarci da lavoratrici e non da mamme sul lavoro, si potrebbe cominciare a cambiare una mentalità retrograda e maschilista e lasciare alle nostre figlie un mondo migliore.
    io ho avuto la fortuna di lavorare con mamme appassionate del loro lavoro, e anche fortunate xchè con gravidanze serene, che continuano a lavorare come se non avessero mai avuto bimbi, e mamme assenteiste xchè 'oggi ho le nausee non vengo'.
    io non ho figli, ma mi conosco, a me mi ha fermata solo un ictus, e so che quando avverrà continuerò a dare il 100% sul lavoro, e il 100% a casa, ovvero mi scoppierò, xchè è questo il destino di noi donne, farci il culo tanto……la parità non esiste.

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  23. LaCandy, se uno avesse modo di gestirsi meglio il tempo, forse lavorerebbe fino al momento del parto.
    Una donna incinta è incinta, non si può far finta di niente al 100%.

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  24. LaCandy, si vede che non hai figli.
    E anche che -come al solito- le donne sono le peggiori nemiche delle donne.
    Sventurate coloro che sono tue dipendenti, mi viene da dire, se questa è la tua capacità di immedesimazione.
    Chiara

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  25. Cara Chiara, ti racconto una storia. 4 anni fa ero una burattina nelle mani della mia titolare. a gestire una nostri negozi c'era una mamma di una bambina di 4 anni che stava più a casa che al lavoro, si prendeva continuamente permessi e malattie, e ovviamente alla scadenza del suo contratto è stata lasciata a casa. non solo, la mia titolare disse a noi tutti responsabili di zona che non voleva più saperne di mamme e donne in età fertile, e che dovevano assumere solo donne in menopausa (!!!). da allora sono stati aperti 40 negozi, e vorrei sottolineare, 40 posti di lavoro negati a donne capaci e intelligenti con il solo handicap di essere mamme.
    hai ragione a dire che le prime nemiche delle donne sono le donne stesse, se quella signora di quel negozio si fosse comportata diversamente, la mia titolare psicopatica non avrebbe posto quel veto assurdo.
    oggi che a dirigere le cose sono io, nel mio team vanto 6 mamme di bimbi che vanno ancora all asilo, di cui una mamma single, e dico 'vanto' xchè sono delle splendide donne che mi mandano avanti con successo i 6 negozi che gestiscono, pur senza smettere di essere mamme e avere una famiglia.

    ps: grazie per le belle parole di critica che mi hai riservato, parole che comunque non mi toccano poiché grazie a dio ogni giorno della mia vita mi sento ripetere dalle mie 16 dipendenti quanto sono state fortunate ad incontrarmi, e ci tengo a dirlo poichè loro sono il motivo per cui la mattina mi alzo felice di andare al lavoro 🙂

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  26. La maternita' a rischio e' un diritto di chi ne ha seriamente bisogno. E' un diritto che va curato e tutelato. Devo dirvi quante donne che conosco hanno preso la maternita' a rischio in Italia? Uno sproposito. Quante ne avevano seriamente bisogno? Forse una.
    E' ridicolo e se pretendiamo di essere trattate con rispetto e comprensione e' con lo stesso rispetto e serieta' che dobbiamo trattare il nostro lavoro.

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  27. Io un lavoro non cel'ho e lo cerco quasi disperatamente. Se lo avessi avuto lo avrei trattato con rispetto e dedizione fino al giorno prima del parto. Non ho stima e non stimerò MAI quelle donne che si approfittano della gravidanza per starsene a casa. Mancano di rispetto a coloro che lavorano nonostante tutto e a quelle che lo cercano. Dovrebbero starsene zitte e fare i conti con la loro coscienza. Sempre se cel'hanno. >.<

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  28. Ciao! Mi hai aggiunta ieri su twitter e così ho scoperto che hai un blog! Questo post mi piace perchè solleva diversi commenti e pone in evidenza le svariate esperienze di ognuna di noi.
    A me è successo il contrario… appena scoperto di essere incinta avrei voluto continuare a lavorare (se sto bene perchè no?) ma il lavoro non voleva prendersi questa responsabilità. La mia è considerata professione a rischio. Appena dieci giorni dopo e inizio a stare male e vomitare ogni singolo giorno per 4 mesi e in più rischio di minaccia d'aborto. Venivo inoltre da seri problemi di endometriosi ed eventuale infertilità (dovevo operarmi al più presto ma la gravidanza mi ha miracolata). A lavoro non sarei riuscita a gestire la cosa. Così mi sono detta che non avrei mai e poi mai rischiato di perdere mio figlio, anche se si trattava ancora di un fagiolino. Avessi avuto un lavoro davanti a una scrivania però, non avrei esitato a continuare. Di certo la cosa è molto soggettiva, ma anche io mi schiero dalla parte di chi considera la gravidanza non una malattia ne un incidente di percorso e quindi si a continuare a lavorare se non si hanno complicazioni. Anzi, tenersi impegnate fa bene anche mentalmente! Altrimenti si finisce come me che si apre un blog 😀 😀 A proposito ti seguirò con piacere e se ti va di contraccambiare questo è il mio piccolo spazio:

    http://www.lamammadiprince.blogspot.it

    Ciao!

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  29. @Mafalda: se una donna sta bene, è in salute, e non fa un lavoro a rischio la gravidanza non le impedisce di lavorare. E lo dice una che ha lavorato da casa anche dopo il termine. Lavorare, alle condizione esposte sopra, non mette in pericolo ne la mamma ne il bambino. Fingere di stare male per essere messe in maternità anticipata è disonestà. Significa rubare allo stato (perchè è l'inps che paga per tutti i mesi, non il datore di lavoro), e quindi a tutti noi. Ci sono altri tipi di disonestà, ma questo non toglie che anche quello lo sia. Se io rubo un libro sono una ladra, non posso apporre come scusa il fatto che c'è chi svaligia le banche.
    Se ti sentivi male e il medico ha deciso in tutta coscienza di metterti in anticipata non devi sentirti punta sul vivo da questo discorso, perchè non ne fai parte. E' un discorso rivolto a chi alla prima visita chiede al ginecologo di farle il foglio della maternità anticipata, senza alcuna valida ragione. In un mondo perfetto vivremmo in uno stato così florido da permettere ad ogni donna di stare a casa, se lo desidera, tutti i nove mesi della gravidanza senza danneggiare gli altri, ma non è così. Se faccio la furba e mi metto SENZA RAGIONE in maternità anticipata danneggio gli altri. Anche se nel nostro paese vige da sempre la regola “purchè vada bene a me”.
    Sara

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  30. Mi sento punta sul vivo perché sono stata messa in anticipata per uno svenimento, e poi sono svenuta altre dieci volte durante la gravidanza, anche se ero a casa.

    È un sistema sbagliato, dove basta un dottore compiacente per truffare il sistema.

    Ma il sistema ha molte altre falle. Tutto qui.

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  31. @mafalda: TU SEi svenuta e va bene..ma sopra hai scritto che capisci chi si mette in maternità a rischio per godersi la gravidanza..personalmente anche se fossi svenuta io in anticipata non sarei andata..non stavi rischiando di perdere tua figlia..e non stavi di certo morendo a letto con la flebo..tanto che dici che ti sei goduta quei mesi con camminate etc:OVVERO POTEVI BENISSIMO ANCHE LAVORARE..

    sai cosa mi fa rabbia?
    io sto cercando lavoro..ho 30anni e tra 10 giorni mi sposo..spesso mi sbattono la porta per colpa della mia età “a rischio” per quelle come te che sono assenteiste sul lavoro…e poi,sentiamo,quanti mesi sei stata a casa dopo?
    no perchè se noi donne siamo condannate ad una certa età sul lavoro è grazie a tutte quelle donne che spariscono per un anno o due…

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  32. Carrie quando si diventa mamme poi in genere è veramente diffcile rientrare al lavoro prima che il figlio sia svezzato (a 6 mesi si inizia, ma diciamo che fin verso i 7 non si riesce proprio a sostituire bene il latte in maniera da non essere presenti per almeno 7 ore: 6 di lavoro + 1 per gli spostamenti godendo dei permessi per l'allattamento. Rientrare subito 8 + 1 è veramente pesante per il bimbo). Ovviamente si può optare per il latte artificiale oppure per il misto, però se l'allattamento è iniziato bene è un po' un peccato per il bimbo. Oppure si può attrezzarsi con tiralatte in ufficio e borsa frigo, ma ci devono essere le condizioni e tutta una serie di persone che collaborano.
    Io nella sfiga di aver partorito alla 35 settimana e quindi di non aver fatto un giorno di maternità prima del parto, ho potuto stare con il bimbo fino al suo ottavo mese. Comunque quei mesi sono stati 5 di obbligatoria pagati dalle nostre tasse, 2 di facoltativa al 30% (nel senso che praticamente sono stata quasi senza stipendio) sempre pagati con le nostre tasse e 1 di ferie mie, per cui non è che il datore di lavoro ci perda economicamente, anche se il danno che ne ha è il non poter contare sul tuo lavoro.
    Detto questo sappi che da vera mamma degenere quando sono ritornata al lavoro sono rinata, nel senso che occuparsi di un bimbo piccolo 24/7 è veramente fatico e non è che una se la gode, anzi rientrare al lavoro e riuscire a delegare una parte del lavoro di cura è molto meglio;-).
    Sulle gravidanze a rischio sono d'accordo con te: se non c'è rischio per il bimbo allora si tratta di una frode e di essere disonesti. Però alcune volte immagino che siano gli stessi medici a non sapere quanto rischio c'è e a volersi cautelare. Inoltre io come datore di lavoro non vorrei al lavoro una dipendente che sviene perchè se anche non c'è rischio per il bambino, se sviene e batte la testa potrei avere dei problemi.
    francesca

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  33. Carrie, io in sei anni non mi sono mai presa un giorno di malattia. Sono andata al lavoro anche con un braccio ingessato (per incidente sul lavoro, tra l'altro).
    Quando sono svenuta ero alla mia postazione, da sola come sempre, e mi hanno trovata dopo dieci minuti.

    Ciò detto, per motivi che non ti sto a dire mi sono dimessa io quando Elisa aveva dieci mesi, anche per non mettermi in finta malattia come facevano le mie colleghe mamme.
    Questo gesto è stato apprezzato dai miei capi che mi hanno riempita di referenze.
    Ma io sono un'assenteista, no?

    Sto cercando lavoro anch'io, in bocca al lupo per il tuo (e quando sarai mamma forse capirai).

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  34. Non credo che l'intenzione di Waiting fosse quella di mettere al rogo le donne che chiedono la maternità anticipata quando ne sussistano le condizioni (motivi di salute o tipo di lavoro a rischio). Credo che la sua idea fosse quella di “spronare” tutte le donne/mamme lavoratrici a non approfittare di una delle poche, pochissime tutele che noi donne abbiamo. Io sono alla seconda gravidanza, domani entro nell'ottavo mese e sono e resterò alla mia scrivania fino al 14.01.
    Sono un'eroina? non credo, sono una persona con un po' di senso civico e la fortuna di lavorare in un posto dove la maternità non è vista come una disgrazia.. vero è che da parte mia, c'è ovviamente stata la buona volontà di non mollarli dall'oggi al domani.

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  35. La mia gravidanza è a rischio, secondo la gine gia dalla 6sett quando ho avuto la conferma della gemellare avrei dovuto stare a casa. Invece sono andata al lavoro finchè ce l'ho fatta (16sett causa contrazioni 😦 ) e sono riuscita cmq a non chiederla, avendo la possibilità di lavorare da casa (risparmiandomi così 100km in treno). Tra 2 settimane inizio la mat. obbligatoria solo perchè non posso richiedere di lavora anche l'8mese, ma sono certa che finchè riesco continuerò a lavorare ancora da casa, perchè credo sia giusto così. Spero solo che i miei sforzi saranno apprezzati quando avrò bisogno di tanta flessibilità per coniugare bimbi e lavoro.

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  36. Ti do ragione: le finte maternità a rischio non mi piacciono!
    Credo anche però che bisognerebbe offrire un alternativa a quelle donne che non se la sentono di andare a lavoro magari per i troppi chilometri da percorrere in strade a rischio in pieno inverno(qui in mezzo al nulla capita spesso)senza però che questo intacchi il loro rapporto di lavoro e senza che questo ricada sulle casse dello stato.
    Utopia? Purtroppo credo di sì…

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  37. Mah….andateci voi a lavorare in un posto dove un mese si e uno no ci si becca la cistite per la sporcizia che regna! io se resto incinta di nuovo mi faccio mettere in interdizione da subito senza un minimo di senso di colpa,come qualcuno ha detto alla mia azienza faccio un favore che non mi deve pagare lo stipendio ed io mi sto a casa pagata.scusate ma davvero non riesco a capirvi possibile che sia l'unica a voler “approfittare”di un qualcosa che mi spetta per legge?

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