mamme · riflessioni · ufficio in casa

Cambio vita: ufficio in casa.

Che molte donne lascino il lavoro dopo la maternità è un dato di fatto.
E’ un dato di fatto che molte donne si siano ritrovate senza lavoro (rinnovo del contratto o licenziamenti pattuiti all’atto della stipula del contratto) quando hanno dichiarato in azienda il loro stato “interessante” (che forse interessa tutti meno il datore di lavoro).
C’è però un fenomeno che mi sta interessando molto in questo periodo: mamme “lavoratrici” che lasciano il lavoro in azienda per cercare di lavorare da casa o comunque in proprio.
Donne quindi che cercano di realizzare il tanto “agognato” e  “temuto” ufficio in casa in cerca di una conciliazione famiglia-lavoro non sempre possibile (diciamo che in Italia è quasi utopia)
Personalmente la leggerezza di alcune (non mi riferisco a nessuno che possiate conoscere) nel decidere di restare a casa anche senza un progetto preciso o senza voler dichiarare di voler fare la mamma “e basta” non la capisco.
Mi spiego meglio.
Capisco che si possa andare a lavoro senza la reale necessità di dover contribuire al sostentamento della famiglia (piccola postilla il mio concetto di famiglia si estende a due persone che vivono sotto lo stesso tetto= uomo/uomo, donna/donna, donna/uomo – anche senza una relazione intima) e quindi che si vada a lavoro per piacere,
Capisco, ancora di più, che si vada a lavoro per necessità.
Capisco che se lavori 8 ore al giorno, a nero, in una fabbrica per 300€ al mese probabilmente quando resti incinta lasciare il lavoro è una necessità e non una scelta.

Non capisco la facilità di buttare al vento anni di femminismo.
Sono cresciuta in una famiglia con mamma casalinga e papà a lavoro.
Sono cresciuta in una famiglia con 3 figlie femmine.
Dico questo perchè per mia madre “sistemare le figlie” è un contratto a tempo indeterminato.
Io e le mie sorelle siamo state educate a non dover dipendere da uomo (forse mamma doveva insegnarci come scegliere un uomo ricco ricco) e vi assicuro che mia madre era ed è l’amministratore delegato dell’azienda che è la mia famiglia.
Non capisco come il proprio stipendio possa non essere più necessario dall’oggi al domani (solo io conosco gente che ha stipulato mutui trentennali?)
Non capisco  e sono curiosa di capire (soprattutto per chi ha già fatto il grande salto) qual è il vostro lavoro da ufficio in casa.

E soprattutto sono curiosa di sapere, soprattutto per chi ha lasciato un lavoro con stipendio fisso, adesso riuscite a guadagnare più o meno lo stesso di prima?

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26 thoughts on “Cambio vita: ufficio in casa.

  1. Condivido praticamente ogni parola che hai scritto. Dopo un anno trascorso per metà senza stipendio a resistere per un lavoro che amo follemente in situazioni di continue umiliazioni e mancate soddisfazioni capisco chi decide di rinunciare. Chi crede che il tempo con i propri figli merit di essere anche di più. Chi decide che affrontare la spesa di benzina, parcheggio, baby sitter non sia per forza meno faticoso dell'avere uno stipendio ridotto. Io senza lavoro impazzirei. Non potrei mai non guadagnare. E insisto, amo il mio lavoro. Ma a volte la fatica é tale che tutto sommato si potrebbe anche decidere che per l'unica vita che abbiamo sia troppa.

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  2. Ovviamente mi sento chiamata in causa. Chiariamoci, la mia scelta è stata tutto tranne leggera. E' stata lunga, dolorosa e profonda. E non faccio finta di avere un lavoro da casa per nascondere di voler fare solo la mamma. Se lo volessi fare lo direi, ovviamente.
    Ho uno stipendio che non è lo stesso di prima. Ma tagliando quello che io pagavo alla baby sitter, e la benzina per farmi i km ogni giorno, il bilancio è uguale.
    Ora lavoro per un'agenzia di comunicazione e posso stare da loro o a casa mia. Le agenzie, soprattutto quelle piccole, sono spesso così. Mi diverto, faccio cose interessanti, e vedo di più mia figlia.
    Ma davvero credi che decidere di lavorare da casa voglia dire buttare al vento anni di femminismo? Non ti sembra esagerato?
    Io non dipendo dal mio compagno, ma in ogni caso il mio concetto di famiglia comprende anche il dipendere l'uno dall'altra, a seconda dei casi.
    Vivere una vita infelice solo perchè “ah se no se poi mi lascia…” mi sembra assurdo. Vivere una vita infelice, se hai figli, vuol dire crescere figli infelici.
    Io per la felicità mia e della mia famiglia ho deciso di guadagnare un po' meno, tutto qua (fra l'altro poi vedremo con il tempo se davvero guadagnerò un po' meno). E sono super femminista, e continuerò a lottare per i diritti delle donne.
    Femminismo non è solo avere un lavoro. Caspita, femminismo è un milione di cose.
    Buttare al vento anni di femminismo è pensare che ci sia un solo modo possibile di lavorare, e cioè in ufficio rivettati alla scrivania per 8-10 ore. E' non concepire telelavoro, part-time, flessibilità.
    Ultima cosa: lo stipendio fisso arriva da tanti lavori, e non tutti sono uguali. Ci sono dei lavori che ti consumano cuore e cervello. Che ti richiedono di stare in ufficio 12 ore, quando a casa hai una figlia e STAI MALE al non vederla.
    Scusa, mi sono dilungata…ma è un argomento delicato. E importante.

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  3. Come ricorderai, mi sono licenziata dal mio dorato posto a tempo indeterminato un anno fa, e adesso sono alla ricerca di un altro lavoro.
    Voglio tornare a lavorare fuori casa, e non lavorerei mai da casa, per vari motivi:
    -ho un mutuo trentennale, e anche se mio marito ha un buono stipendio ce ne vogliono due, a meno che non si rinunci alla seconda auto, Sky, internet, vestiti, mangiare di marca e una pizza ogni tanto.
    -In casa tutto il giorno, che sia casa mia o dei miei cambia poco, sclero. Mi manca scambiare due parole coi clienti e coi colleghi.
    -Mia figlia ha due anni, l'anno prossimo andrà alla scuola materna e non servirà più a niente che stia in casa tutto il giorno.
    -Mia mamma ha vissuto come la tua, non lavorava ma gestiva egregiamente le finanze domestiche 🙂 Ha sempre insistito anche lei affinché fossi economicamente indipendente.

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  4. Io ho un lavoro fisso part time (che ci da lo zoccolo duro per andare avanti perché il mio compagno è un libero professionista e la crisi si è fatta sentire) e poi la mia partita IVA per gli altri mille lavori che porto avanti! Per adesso è il caos, sono stanca morta, seguo tanti clienti e tutto il resto non lo elenco neanche …
    Forse non sono molto coraggiosa perché ancora non ho lasciato il posto fisso… Ma da quando sono mamma non agisci piu di petto, direi che sono un po' piu riflessiva…
    Spero d riuscirci… Beh, chi vivrà vedrà !

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  5. Eccomi qua! Io non potrei mai lasciare il mio lavoro. Ma appartengo ad una fortunata categoria … Ho il part time 8,15/13,30. Ciò non vuol dire che io al pomeriggio sia libera! Ma almeno faccio la mamma, sto con i bimbi e me li gestisco. Lavoro da qdo ho 19 anni, nonostante io abbia studiato. Mia mamma lavorava. Mia nonna ( che ora ha 93 anni) lavorava. Non potrei non lavorare. Ma magari cambierei lavoro!!!

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  6. Come Vale anche io non vedo, nella madre che lavora da casa, nessun fallimento nelle conquiste del femminismo, anzi: una mamma che lavora da casa non e` una casalinga… e` una lavoratrice che ottimizza alcune caratteristiche della persona che lavora, ossia gli spostamenti e il prendersi cura dei figli.
    Ci sono lavori molto ben pagati ma forse in Italia non e` ancora cosi`… in USA ci sono fior fiore di siti che organizzano gruppi di WAHM, working at home mom, le mettono in connessione e permettono loro di scambiarsi informazioni e anche darsi una mano se vivono vicine.
    Io non penso che esista un modo giusto e uno sbagliato di vivere la propria vita come donna e come mamma: se una persona ha la possibilita` di scegliere allora puo` trovare quello che considera piu` giusto per come e` fatta lei e per come sono le necessita` della sua famiglia.

    Sicuramente hai ragione nel dire che lasciare il lavoro senza un progetto o piano B ben pensato e` un azzardo, soprattutto se l'unico altro stipendio e` un po' tirato… non e` una scelta semplice ma le cose stanno cambiando. Grazie ad internet ci sono molte persone che lavorano normalmente, eppure sono a casa o in posti lontanissimi da dove risiede il loro capo.
    molte persone sono il capo di se stesse… e se litighi con quel capo in particolare allora so ca**i… 😀

    Io sono felice di sentire di donne (e uomini) che intraprendono questa strada, sara` anche che sono una fan della decrescita felice… 🙂
    Il problema secondo me nasce quando non si puo` scegliere… sei madre ma desideri tronare a lavorare solo che non puoi, oppure vorresti lasciare un lavoro che non ti soddisfa ma non te lo puoi permettere: ecco, secondo me queste sono le situazioni che frustrano una persona.
    Io per molti motivi ho rinunciato alla mia vera profesisone che sarebbe stata quella di medico veterinario: ho seguito, azzardando, il sogno di mio marito e ho detto si a dei grandi cambiamenti (e spostamenti) nella mia vita.
    Per scelte, sbagliate o giuste che fossero, mi sono trovata a fare la mamma ma per come sono fatta io, mi sono resa conto che avevo bisogno di piu`: ora sto cominciando questo lavoro da casa che potrebbe funzionare bene, come potrebbe non portarmi da nessuna parte… la vita e` fatta di tentativi.
    Di certo ho scelto di fare quello che mi piace. Ora devo dimostrare di farlo bene. Come vedi non penso che lavorare da casa sia una rinuncia a un diritto della donna: secondo me ci sono un sacco di uomini che se potessero lavorerebbero volentieri da casa loro e magari farebbero i mammi 24h su 24!

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  7. IO ancora il salto non l'ho fatto ma cavolo se ci sto lavorando.
    Il part time “ufficiale” è il lavoro per cui ho studiato e che fino a poco tempo fa amavo alla follia. Pensavo di non poter amare nessun altro lavoro così tanto.
    Mi piace ancora farlo e lo faccio bene, ma in studio le condizioni sono molto cambiate e soprattutto lo scrivere è stato il mio sogno fin da bambina (insieme alla sicurezza sul lavoro) ed essere pagata per farlo (e per ciapinare….dicamocelo! LOL) è meraviglioso.
    Inoltre ho davvero voglia di dipendere solo da me stessa.
    Quando avrò una base abbastanza solida da lasciare il posto fisso allora lo farò, ma non prima.
    L'indipendenza economica è fondamentale per una donna (come per un uomo) secondo me. O almeno PER me.
    E non nascondo che se dovessi lasciare il lavoro in studio non lo farei per Ida. Lo farei per me. E ne vado fiera perchè insegnerò a mia figlia che la sua felicità è fondamentale.
    Ah, no, noi siamo dei privilegiati e non abbiamo mutuo, ma siamo anche attenti alle spese. Parecchio. 😉

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  8. non potevo far bene tutto. ci ho provato ma in ufficio pensavo a quello che mi aspettava a casa e a casa pensavo al lavoro. non ero ne`madre ne`moglie ne`lavoratrice come avrei voluto. ero infelice ed insoddisfatta. cosi` ho scelto la famiglia e la musica. oggi sono fiera della mia decisione, non mi sento una mantenuta. le bambine e mio marito sono felici quanto me e soprattutto non giudichiamo chi ha scelto diversamente.

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  9. Eccomi anch'io, presente all'appello.
    Ormai l'ho scritto tante volte, quindi perdonatemi se mi ripeto.
    Io ho fatto il grande salto 11 anni fa, quando ero ancora fidanzata e convivente.
    Ho lasciato il posto fisso a tempo indeterminato per diventare libera professionista nel campo dell'informatica. Ancora non lavoravo da casa, presi in affitto un locale col mio socio, ma solo per un anno, la spesa non si ripagava. Così poi ho iniziato a lavorare da casa. E' stato un salto nel buio, il mercato ancora andava bene, non c'era tanta concorrenza nel mio settore.
    Poi mi sono sposata e ho avuto figli, e il lavorare da casa con un'azienda già avviata è stata una manna dal cielo (anche i nonni ovviamente, perché il mio è pur sempre un lavoro full-time, se non lavoro almeno 8 ore al giorno, rischio le consegne).

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  10. Ciao a tutte, mi chiamo Carlotta e sono una mamma in “anno sabbatico”. Molto di quello che hanno scritto le altre mamme vale anche per me, facendo un bel puzzle. Non ho lasciato il mio lavoro fisso a tempo indeterminato, ma per il momento mi sono presa un lungo periodo di aspettativa. Una serie di necessita' familiari e personali, ad un certo punto, l'hanno quasi fatto diventare una scelta obbligata. In questo periodo ovviamente non guadagno nulla ed e' l'unica cosa che un po' mi pesa, essendo sempre stata abituata all'autonomia, ma almeno per oggi e' molto difficile per le donne-mamme riuscire ad avere tutto il possibile dalla vita. Per il futuro spererei in qualcosa di meglio, per noi e per le future generazioni. Mi piace molto confrontarmi su questi temi, il mio blog parla (anche) di questo. Se vi va, venite a trovarmi.
    http://lavitaamodomio.style.it

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  11. A me il lavoro da casa è stato imposto come alternativa al nulla. E inizialmente l'ho preferito nonostante casa nostra non fosse attrezzata. Ora mi manca il contatto con i colleghi e il poter “staccare” dall'ufficio. Però ne ho guadagnato un sacco in equilibrio con la mia bimba. Guadagno di meno, molto di meno. Ma non mi sembra di dipendere da mio marito…quando è servito il mio stipendio ci ha salvato, ora che sono a casa lui può gestirsi con più autonomia il suo lavoro e lo vedo strasoddisfatto di potersi permettere qualche appalto più grande.
    Potessi, mi terrei un part-time e poi dei lavori in autonomia: sarebbe perfetto per conciliare tutto e lasciarmi vivere. Prima lavoravo solo…

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  12. Ho sempre lavorato in proprio, artigiana terzista, mi sono cresciuta il mio bimbo, facendo enormi sacrifici psichici e organizzandomi, tenendo il bambino in laboratorio….Oggi lavoro fuori casa, ho un altro bimbo piccolo e ci alterniamo io, mio marito e figlio grande in negozio, per nn lasciare mai solo il piccolo. Io a casa nn ci starei, avere un occupazione mi fa sentire utile, e sinceramente mi disintossico quando son fuori di casa…ma quando sono a casa, mi disintossico da tutte le vicende lavorative!!!

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  13. Condivido in pieno quello che hai scritto, forse perchè lavoro da quando ho terminato gli studi.
    Finchè i figli son stati piccoli ho avuto la fortuna di fare il part-time (più col secondo che con la prima), ma ora lavora a quasi tempo pieno.
    Lo faccio perchè tutto il giorno a casa non potrei mai stare, lo faccio perchè ho un mutuo trentennale, lo faccio perchè, sarò anche scema, ma non potrei mai far sgobbare il mio compagno ed io stare a far niente a casa e cmq ho bisogno della mia indipendenza economica. Insomma l'ideale è riuscire a conciliare lavoro e casa 🙂

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  14. Eccomi presente! Scusate, ho fatto un po' tardi rispetto alla discussione su TW. Comunque, io sono tra quelle per cui lavorare è una necessità personale e familiare Personale perché ho lavorato sempre anche durante l'università e l'indipendenza economica è stra importante. Familiare perché non possiamo permetterci di vivere sullo stipendio di mio marito. E sinceramente non lo vorrei. Detto questo, ho un lavoro allucinante, assorbente, ma appassionante, che sogno di reinventare secondo le mie nuove esigenze di mamma. E sinceramente a volte penso di mollarlo per darmi una possibilità anche se all'inizio non guadagnerò nulla. Non so se in base al tuo post sarei solo una mamma a casa. Quello che so è che mi prudono le mani e devo fare qualcosa anche se all'inizio sarà dura. Per me e mio figlio. La cosa che mi fa più arrabbiare è che basterebbe solo avere dei capi più elastici, che mi consentirebbero di gestire meglio il mio lavoro, come ho raccontato anche qui (se vi va di leggerlo) http://mammachepaura.blogspot.it/2012/09/part-time-o-just-time.html

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  15. Ciao! è la prima volta che vengo su questo blog ma questo post mi ha interessato perché capisco che il dibattito possa suscitare reazioni diverse e “pruriti”…capita anche a me di leggere ed pormi delle domande tipo quelle di Baby a bordo!

    Le parole che condivido (e che potrei aver scritto io) sono quelle di ElisaOasi. Il punto secondo me l'ha centrato in pieno. Ho la fortuna (ed a volte la fatica) di vivere all'estero, in ambienti dove vedo mamme di ogni provenienza. E personalmente credo che quello che manca alle donne italiane è la fierezza della propria scelta unita al rispetto delle scelte degli altri.

    Sono certa che le madri che lavorano in casa (nel senso che si fanno il mazzo per la famiglia a tempo pieno) e che accudiscono i loro bambini hanno spesso idee radicate per sostenere la loro scelta di stare a casa. E le lavoratrici pensano che le mamme a tempo pieno stiano buttando la loro vita per i figli. Posto che la prima discriminante è la necessità di lavorare, e che anche io a volte ho l'impressione che il lavoro venga presentato come pura soddisfazione, come se nessuno grazie al lavoro ci mangiasse piu'..il vero fallimento è non essere capaci di semplicemete rispettare le scelte degli altri.

    Il mondo è pieno di donne che mantengono le loro famiglie e di uomini che stanno a casa ad accudire i figli. Pensate che per le donne giapponesi (anche professioniste affermate) è molto comune licenziarsi quando si vogliono preparare alla maternità, perché per loro è qualcosa di sacro. Il mondo è pieno di donne che cambiano la direzione della propria vita in armonia con quella della famiglia, e lo considerano normale, non un sacrificio o un lasciar morire una parte di sé.
    Essere madri puo' essere tante cose diverse, e personalmente considero tutti i giorni un immenso privilegio il poter andare a prendere mia figlia a scuola, e chiacchierare mezz'ora con lei per sapere come è andata la sua giornata. Vederla imparare a nuotare, sciare. Lo considero un privilegio ed un lavoro perché in ogni momento in cui non è a scuola, se non ci fossi io, a badarla ci sarebbe qualcun'altro, e questo diventerebbe un lavoro.

    Quello che ho imparato il 5 anni con i miei figli e le mamme che ho potuto osservare, giapponesi, svedesi e sud amiericane, è che ci sono moltissimi modi di vivere la famiglia e la coppia, e secondo me, che poi sono una femminista sfegatata, il rispetto tra donne madri sarebbe la vera conquista di questa società.

    Chiudo questo romanzo (scusate 🙂 con una domanda: ma voi, non siete stufe di leggere che i figli sono un peso arrivato da chissà dove? che ostacolano le carriere, che per “colpa dei figli” non si puo' piu' uscire? non siete stufe di leggere che le madri con un lavoro ANCHE fuori casa pensano che le altre siano delle fallite e che le madri a tempo pieno non sostengono le battaglie per le mense scolastiche?
    Vorrei leggere di gente che si rende conto che avere figli, al giorno d'oggi in cui le adozioni sono bloccate dalla quantità di richieste di gente che i figli non li riesce piu' a concepire naturalmente, è un privilegio, come lo è il poterli mantenere. Mi piace molto leggere di gente serena che non vuole dimostrare di aver trovato verità assoluta.
    E mi piacerebbe che le donne si battessero di piu' per aiutare quelle donne che la scelta non ce l'hanno e che la sera dopo aver lavorato tutto il giorno e messo a dormire i figli, puliscono i bagni e stirano, e quando si mettono a letto non hanno nemmeno piu' la forza di chiedersi se sono serene. Scusate la logorrea.

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  16. Non capisco, perchè dici, che fare “solo” la mamma sia buttare al vento anni di femminismo. Le femministe degli anni sessanta hanno cercato la parità con gli uomini trasformandosi in uomini e rinunciando alla cosa più femminile che ci sia: essere mamma. Essere mammma non è solo partorire e allattare, i bambini devono crescere e hanno bisogno della mamma prima di tutto per tanti anni. Allevare i figli non si può delegare ad altri, quando si è mamma i bambini vengono per primi e questo comporta delle rinunce. Se una preferisce fare altre cose è libera. Poi è ovvio, che una mamma è anche una donna e nella sua vita dovrebbe esserci posto anche per altro, ma spesso questo mondo di uomini e di donne che fanno gli uomini non lo consente. Quindi tanto di cappello e di invidia a chi riesce a portare l'ufficio in casa.

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  17. libertà è fare ciò che più ti appaga…

    ognuno trova il proprio equilibrio come vuole e come può…

    mi piacciono le decisioni dettate dalle scelte e non dalle costrizioni…
    POLLICE SU per mamme/casalinghe o lavoratrici felici; POLLICE VERSO per chi lavorando si sente schiava e per chi stando a casa si sente “cenerentola”…

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  18. Per me la vera rivoluzione della nostra generazione è la libertà di poter scegliere. Ho lasciato un lavoro in banca che mi opprimeva e da 3 mesi sono una felicissima imprenditrice che gestisce il negozio online e le collaborazioni come blogger da casa. Per ora il guadagno non è paragonabile a quello di prima, ma i presupposti sono buoni e il giro di entrate sta aumentando.
    Sono felice. Entusiasta di fare un lavoro che amo alla follia e di poterlo fare senza che le mie figlie ne risentano.
    Non tornerei indietro per tutto l'oro del mondo, anche se la situazione economica è complicata. Ma tutto migliorerà e la mia attività ingranerà del tutto.
    D'altronde, ci vuole sacrificio per inseguire i propri sogni!

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  19. Presente. Ho letto tutti i vostri interventi e vi ringrazio innanzitutto di aver condiviso con me le vostre esperienze, i vostri desideri e anche le vostre perplessità.
    Però credo di essere stata fraintesa
    Non ho detto che fare la mamma a tempo pieno rappresenti il suicidio del femminismo.
    Mi riferivo esclusivamente a chi lascia un lavoro a tempo indeterminato con l'idea di poter lavorare da casa ma senza avere un progetto serio che garantisca un'entrata più o meno fissa.
    Non ho detto che fare la mamma a tempo pieno corrisponda a non fare nulla o a farsi mantenere.
    Anzi vi ho detto che mia madre è l'amministratrice delegata di casa mia e che senza di Lei, bravissima a far quadrare i conti, la mia famiglia non ce l'avrebbe mai fatta.
    Non ho neanche detto che chi lavora deleghi a qualcun altro l'educazione dei figli.
    Io e il mio compagno siamo i principali responsabili dell'educazione di nostra figlia.
    Il post vi chiedeva due cose:
    1) cosa fate adesso che lavorate da casa?
    2) riuscite a portare uno stipendio a casa più o meno proporzionato a quello precedente?
    Non ho criticato nessuno.
    L'intento era quello di lanciare e condividere idee per aiutare chi sta scegliendo di lasciare il lavoro “standard” (che poi sia in ufficio è un dettaglio) per lavorare da casa.

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  20. Prima di rimanere incinta facevo i mercati con i miei genitori, per cui avevo a che fare tutti i giorni con molta gente. Dopo la nascita di Giada e Elena le mie gemelle sono a casa da quattro anni a questa parte, come si può fare? quando si ammalano è una media di una settimana e chi ti prende per poi dover essere assente spesso? A parte che qui da noi oltretutto non si trova niente ma se hai dei figli ancora meno. Per cui mamma a tempo pieno e casalinga.

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  21. Arrivo tardi (e per la prima volta), ma l'argomento mi sta molto a cuore. Il segreto è fare quello che ci piace di più, che sia stare a casa o lavorare e nessuno più di noi sa cosa ci piace ed è il miglior giudice per questa scelta. Detto questo, per chi sceglie di lavorare prima o poi si pone il problema di conciliare lavoro e famiglia. Dopo aver lavorato per tanti anni a tempo pieno, da un po' di tempo sento il bisogno di restare a casa più tempo con i miei figli ed ora, vista le difficoltà della mia azienda, sono proprio una di quelle persone che vorrebbe fare il salto, ma che ha paura. E anche se il mio futuro lo vedo fuori da un'azienda, mi sento di dire che bisogna fare qualcosa anche per le donne che invece vogliono continuare a lavorarci, lottando insieme a loro per ottenere condizioni di vita che vadano verso la conciliazione dei ruoli e cioè flessibilità, telelavoro, part-time. Femminismo oggi potrebbe voler dire essere unite per poter scegliere la vita che vogliamo. Unite per poter scegliere anche nella nostra diversità.

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