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Libri da mare e d’amare

Oramai anche il cane del Vostro vicino di casa sa che mi piace leggere.
Ed uno dei motivi per cui adoro le vacanze è perchè posso leggere tantissimo (ovviamente con figlia a seguito il tantissimo è assai relativo)
Fatto sta che anche quest’anno in 15 gg di ferie mi sono fatta fuori i miei bravi tre libri (senza figlia a seguito sono arrivata anche a 8 in 15 gg).
Devo dire che ho fatto scelte oculate e nessuno dei tre, per quanto di generi diversissimi, mi ha deluso.
Anzi…
Ed ecco perchè ve li propongo (della serie: “L’ho letto io, leggilo anche tu”)
Vi avviso subito che non troverete la famosa trilogia delle 50 sfumature (grigio- nero e rosso….non andrà mai in bianco?) anche se ho sentito donne affermare di aver ritrovato la passione per il proprio compagno.
Io per adesso prendo e porta a casa la mia fantasia poi un giorno chissà 😉

La casa dei petali rossi di Nair Kamala

 Una casa di petali rossi

È mattina presto quando Rakhee esce di casa, diretta all’aeroporto. Dietro di sé, lascia un uomo addormentato, un anello di fidanzamento e una lunga lettera. Ma soprattutto lascia un segreto. Un segreto che lei e la sua famiglia hanno custodito per anni. Un segreto che sembrava ormai sepolto sotto la polvere del tempo. Il segreto di Rakhee ha radici lontane ed è legato all’estate del suo primo viaggio in India, a un mondo illuminato da un sole accecante oppure annerito da cortine di pioggia, a una vecchia casa quasi troppo grande da esplorare, a cibi intensamente saporiti e colorati, a zie vestite con sari sgargianti, a cugine chiassose e ficcanaso, e a un giardino lussureggiante, nascosto dietro un alto muro di cinta… Allora Rakhee era troppo giovane per sopportare il peso della sua scoperta, ma non è mai riuscita a dimenticarla e adesso, proprio mentre la vita le regala promesse di gioia, comprende che è arrivato il momento di dire la verità, anche se ciò significa perdere tutto, compreso l’amore. Tocca a lei abbattere le mura di quel giardino che la sua famiglia ha così caparbiamente difeso. Tocca a lei trovare la chiave per aprire la casa di petali rossi… Come un prisma che riflette i colori, gli odori e i sapori delle emozioni, questo romanzo dispiega le infinite sfumature dei sentimenti umani e le ricompone nella storia di Rakhee, per rivelare come sia sempre possibile spezzare le catene del passato e aprirsi con slancio a ciò che il futuro può offrire.  

Sarà che sono affascinata dall’India ma io questo libro me lo sono goduta tantissimo pagina per pagina 

Acciaio di Silvia Avallone

Acciaio
Di qua dal mare c’è via Stalingrado, una muraglia di case popolari modello Unione Sovietica, che l’amministrazione comunale comunista ha assegnato agli operai siderurgici che lavorano alla Lucchini. Di là dal mare invece c’è l’isola d’Elba, Ilva, un paradiso sognato e irraggiungibile popolato da ricche signore lombarde in vacanza. In mezzo, proprio in riva al mare, ci sono Anna e Francesca. Lascive, la bionda e la mora di “tredici anni quasi quattordici”, vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo. A giudicare da come giocano tra le onde, da come si muovono davanti allo specchio imitando le soubrette della TV… a giudicare solo dall’aspetto, come fanno in molti, si direbbero capaci di arrivare molto lontane, quelle due ragazzine. Ma in una periferia operaia come quella di Piombino, schiacciata sotto la coltre di fumo dell’altoforno, non si può prevedere il futuro di una persona in base all’aspetto o alle ambizioni. Per conoscere la storia di Anna e Francesca non basta guardare le loro forme giovani e perfette e il loro sguardo arrogante, bisogna conoscere la storia delle loro famiglie, dei fratelli, fidanzati, amici e poi naturalmente della Lucchini.
Ad esempio Sandra e Arturo, i genitori di Anna: lei è una femminista e un’attivista di Rifondazione e nonostante la stanchezza e il tedio di tutto il quartiere continua con la distribuzione del giornale. Lui naturalmente lavora all’acciaieria, ma ancora per poco, perché in realtà Arturo è un uomo fantasioso, un artista che vorrebbe spendere il suo tempo altrove, fare la bella vita, lanciarsi nel business, sparire, poi tornare e magari sparire di nuovo…
I genitori di Francesca invece, purtroppo, non vanno più da nessuna parte. Sua madre, casalinga di origini calabresi, passa il tempo a soddisfare le assurde richieste di un marito insoddisfatto e violento. Lei, Rosa, dimostra venti anni in più della sua età e piange in silenzio tutte le sere, sia quando i colpi sono per lei, sia quando il rumore delle botte arriva dalla stanza di Francesca.
Vista da dentro, dopo aver ascoltato le urla che attraversano le porte, dopo aver guardato da vicino gli angoli dei cortili e sentito gli odori delle strade, via Stalingrado non è solo il quartiere degli operai. È anche un posto in cui il futuro dura un attimo, giusto il tempo perché un nuovo colpo inatteso ti venga sferrato contro.
Alessio, Cristiano, Mattia, Anna, Francesca, Lisa e le altre ragazze, tutti i protagonisti di questa storia sono immobili e distanti, sopraffatti dalla violenza del ciclo continuo della produzione, eppure capaci di amarsi intensamente. Sono ragazzi capaci di tutto e di niente: di fuggire di notte per fare l’amore dietro una barca e di rimanere indifferenti quando la più grande struttura in acciaio al mondo, le torri gemelle, si sgretolano sotto i loro occhi in diretta televisiva. Una storia crudele e tenera in cui tutto è assurdamente vero. È vero che a quindici anni puoi lasciare la scuola per andare a fare la vita, che la polizia può entrare in casa tua e buttare per aria tutto perché cerca una prova di colpevolezza, è assurdamente vero che di lavoro si vive ma si muore anche, che il salario a volte non basta neanche per la cocaina, che un padre può darti la vita e può anche togliertela, che un bacio è sempre un bacio, anche se chi te lo dà è la tua migliore amica.
Un romanzo d’esordio che parla di un’adolescenza mai vissuta, vinta, arresa, fusa come l’acciaio a 1538 gradi. Che parla dell’età dell’entropia e del caos, quando i legami, anche quelli più forti, si spezzano e nell’aria, a ricoprire l’Elba, resta solo una densa nube rossastra.

A questo libro posso muovere una sola critica
La copertina.
La ragazza in copertina non somiglia a nessuno delle protagoniste.
Avrei lasciato solo il paesaggio.
Vi dico solo una cosa: quando è finito il libro piangevo

Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale

Le luci nelle case degli altri

Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d’immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo… Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita… ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del DNA su Mandorla, e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. È questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l’alibi del paradosso, in realtà ci chiama in causa tutti. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s’innamora, cerca suo padre e se stessa, ci si avventura con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, si assiste a nuove unioni e a separazioni necessarie. L’autrice costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, che condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente. 

Intendiamoci non è di quei libri che dici non potevo morire senza leggerlo.
Però. Però Però (cit.)   è scritto divinamente.
Lo stile letterario è freschissimo, leggero, mai banale.
La storia è davvero carina e soprattutto originale.

Voi cosa avete letto in vacanza?
 

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6 thoughts on “Libri da mare e d’amare

  1. Scusami, voglio precisare che io sono sempre stata una divoratrice di libri, almeno 4 corposi al mese, fino all'inverno scorso.
    Ora non so cosa mi sia successo, ma non rieco a toccare un romanzo. Leggo ancora, ma non romanzi.
    E mi manca tantissimissimo, ma non riesco…

    Grazie per i consigli di lettura, le mie vacanze saranno abbastanza frenetiche ma prometto a me stessa di cercare di portare a casa almeno un buon romanzo letto.

    Speriamo.

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  2. Mi piacerebbe leggerli tutti e tre. Anch'io sono una divoratrice di libri. Adesso sto leggendo Kif Kif domani di Faiza Guène, ambientato a Parigi. leggero, divertente, pungente.

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  3. Ho letto “Le luci nelle case degli altri” e ho pensato le tue stesse cose.
    Acciaio deve essere molto bello ma non sono nel mood giusto mentre il primo mi incuriosisce.
    Io partirò per il mare con un fantasy “La Guaritrice dei maghi” di Trudi Canavan e un giallo “La cacciatrice di ossa” di Kathy Reics.

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  4. Ciao!
    Io sto rileggendo “La casa degli spiriti” di Isabel Allende e “In Asia”di Tiziano Terzani…Ti confesso che mi hanno regalato il famigerato “50 sfumature di grigio”, ma giace dimenticato nella libreria da settimane (speriamo che non mi sgami il mio “donatore”…eheheh!Mi piace riprendere libri già letti, riesco a trovarci sempre qualcosa che mi era sfuggito o non avevo notato.

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  5. Anche io ho letto tre libri, anzi 5 e… confesso anche la trilogia delle sfumature!
    è proprio un libro da ombrellone, troppa pubblicità, lo si legge come fosse un Harmony un po' spinto. Niente stile. Se visiti il mio reading corner ne ho fatto una recensione.
    La mia vita sessuale continua ad essere soddisfacente come prima, niente rivelazione ma a sentire in giro fa davvero miracoli.
    Dei tuoi ho letto solo Acciao e mi è piaciuto molto.
    Gli altri che ho letto sono di Erri De Luca, uno scrittore con la S maiuscola secondo me.

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