IoeLui · scleri quotidiani · vita di coppia

Quello che non ti ho detto

C’è che ho questo malumore nei suoi confronti che vorrei non saper spiegare.

Perchè quando non vedi riesci a credere che vada tutto bene.
E non pensi che ci sia qualcosa da riparare.
Perchè io, poi, nei cocci rotti e rimessi insieme non ci ho mai creduto poi tanto.
Per niente in realtà.
Per quanto il lavoro sia fatto bene se guardi bene la crepa c’è sempre.
E non so se io sono il vaso rotto o quella crepa.
Di certo non sono il collante.
E lo so che poi passo dalla parte del torto perchè, poi, alzo la voce.
E tengo il muso.
E sbuffo pure.
Però il mio sacchetto di pazienza si è svuotato.
Non spiego ma pretendo.
E non è mai l’atteggiamento giusto.
Lo so.
A parole però le cose sono sempre più semplici.
E ieri mentre parlavo al telefono con un amico comune (vabbè più suo che mio) gli ho detto cose in modo diverso.
Io con Lui non sono così.
Perchè spiegare se stessi è sempre troppo difficile.
Intanto stamattina Lui si è alzato per aiutarmi e credo che il Suo amico sia diventato un po’ più amico mio e soprattutto credo che Lui (l’Amico)  abbia trovato le parole che io non sono mai capace di dire.
Maledetto orgoglio.
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8 thoughts on “Quello che non ti ho detto

  1. Amico prezioso!
    Pensare di essere noi la crepa è errore tanto comune quanto sterile. Se posso permettermi senza conoscere né te né la tua storia, non cascarci, nell'errore e neanche nella crepa. Sospetto arrivi per tutte il momento in cui i nodi vengono al pettine, quei nodi che per tanti motivi e certo anche in buona fede avevamo pensato di non vedere, e che sono un tantino più ingombranti di quanto sembrassero.
    Può volerci del tempo, ma dentro di te c'è di sicuro la forza di prenderli in mano e guardarli dritti in faccia: per decidere se si possono sciogliere o sono proprio da tagliare.
    Personalmente mi sono crogiolata in un immobilismo lamentoso sull'orlo della crepa per troppo tempo. Poi un giorno ho preso la colla e mi ci sono messa di buona lena: per me, in quel momento, per quanto sbeccato e crepato il gioco valeva la candela. Ma resta molta ammirazione per chi alle crepe non si rassegna.
    Forza!

    ps. non è un libro leggero, e sconsiglio di provare a leggerlo proprio tutto, ma “Il secondo sesso” di simone de beauvoir qualche spunto può fornirlo…soprattutto al capitolo sulla donna sposata.

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  2. io ti mando un abbraccio….forte fortissimo. E ti dico che si deve imparare a parlare, provare sempre a trovare nuove parole e nuovi modi…finchè puoi. E gli amici servono. E confrontarsi fuori serve anche, e tanto. La mia storia la conosci…io le crepe non le ho riparate perchè alcune non si riparano. Ma ogni crepa è diversa…e ti dico che solo tu sai cosa fare… un bacio

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  3. Uff. Mi dispiace. perchè posso immaginare quanto il malumore diventi logorante. L'ho visto succedere. Però credo che a volte una crepa rompa un vaso, ma con quegli stessi cocci ci puoi ricostruire che so, un portapenne senza crepe. Insomma le cose (e i rapporti) si trasformano, a volte rompendosi prima e riunendosi in maniere inaspettate. E se gliele scrivessi le cose che gli vuoi dire? Leggendole insieme? Che cosi, a naso, mi sembra che scrivendo comunichi benissimo.
    Ovviamente tutto detto da fuori, da chi non conosce ragioni e pregressi.
    Però ci proverei, ecco

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  4. Nella mia vita ho capito che bisogna sempre provarci a risolvere i problemi…a fare da collante se ne “vale la pena” o a farsi ricongiungere se il sacchetto della pazienza è bucato.Ma c'è una verità che spesso dimentichiamo…che è difficile cambiare gli altri e se stessi…allora il gioco è la strada la facciamo insieme??..io ti tiro..ma tu mi tirerai quando sarò stanca?L'essere umano ha un gran difetto: si adagia:è necessario che tutti combattano questa guerra.
    Gli amici servono perchè attraverso di loro vedi le situazioni diverse,perchè sanno arrivare al tuo centro quando ci si perde,perchè mantengono i segreti…..senza dimenticare poi ti rispondono sul Blog quando sono ancora al lavoro!!!!!

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  5. Sono molto simile a te in questo.
    Come suggeriva Cappuccio e cornetto, io risolvo scrivendogli. Perché a me si chiariscono le idee e lui capisce meglio (gli uomini di solito alla terza frase hanno già perso la concentrazione e in ogni caso si sentono aggrediti).
    Mi permetto una cosa, non conosco voi né il vostro amico, ma diffido di chi da consigli alla coppia. Un conto è accogliere uno sfogo, un altro è suggerire comportamenti. Io mi sarei incazzata.

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  6. Mi accodo a Mafalda..
    Sicuramente il vostro amico sarà un amico con la A maiuscola, ma credo che in generale sia rischioso far entrare terze persone nei rapporti a due.
    Prendi forza dal suo passo avanti e prova a tirare fuori sempre quello che pensi, senza isterismi e rabbia (per noi donne difficilissimo)…
    E se da questo vaso con la crepa è nata Giada..un motivo ci sarà..!

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