Giada · io mamma · scleri · Tata Lucia · vita di tutti i giorni

Io e le tate

Tecnicamente Io e le tate siamo colleghe.
Eh sì perchè Voi non lo sapete ma io ho una laurea con lode in scienze dell’educazione.
Sono un’educatrice professionale.
15 esami di psicologia in tutte le salse alle spalle.
9 in pedagogia
3 in legislazione e criminologia minorile
4 in sociologia
e altre 5 in materie varie.
36 esami in totale.

Ho lavorato per 3 anni come educatrice con minori “difficili”
Ero bravo. Devo ammetterlo. Però le associazioni pagano una miseria sfruttando fino all’osso un giovane laureato (vi dico solo che per avere mille € mi hanno fatto attendere un anno: no comment) e ho cambiato rotta.
Tutto questo sapere messo in atto con i figli delle mie amiche ha sempre portato ad eccellenti risultati.
Qualcuna mi ha anche offerto in regalo il proprio nano malefico che con me si trasformava in un perfetto angioletto.
Ho scoperto il segreto del mio successo.
Li vedevo per due ore massimo tre.
Sapevo che sarebbero andati via.
Non sarebbero stati con me per me sempre

Con mia figlia certe volte sclero di brutto.
Giuro ho tutta la pazienza di questo mondo.
A casa davvero mancano solo le regole  affisse in giro per casa.
A casa ignoro i Suoi capricci e lei spesso riesce a calmarsi da sola.
Per strada però cambia tutto.
Giada si trasforma in una piccola indemoniata e se le nego qualcosa mi tira fuori dei capricci pazzeschi.
Robe da farmi vergognare.
Io provo ad ignorarla ma non posso di certo lasciarla da sola in strada o al supermercato.
Non posso andare un attimo nell’altra stanza.
Allora, a volte, un attimo prima che qualcuno ci denunci per disturbo della quiete pubblica, la prendo in braccio e me ne vado via.
Mi guardano tutti.
Con questa bimba che grida come un’ossessa e con la faccia quasi viola.
Giusto un attimo prima che qualcuno mi denunci pensando ad un rapimento.

Mi viene il dubbio che a Tata Lucia Le va sempre bene perchè quei diavoli li vede giusto una settimana e poi saluti e baci e chi si è visto si è visto.

E voi sclerate mai? Salvo poi pentirvi un attimo dopo?

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13 thoughts on “Io e le tate

  1. Io lo dico sempre che sono esaurita! O__o Mia figlia è tanto dolce, simpatica e intelligente che davvero non potrei desiderare di meglio…ma è una testona come il padre e li sbatterei al muro tutti e 2! Anch'io quando inizia coi capricci per strada adotto la tecnica prendi la pargola e scappa! 😉

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  2. certo che sclero..e come gnappetta anche io dico di esser esauria:-)
    anchoìio guardo le tate..
    molti dei loro metodi li uso.. altri è troppo piccino ancora..
    quand fa i capricci lo ignoro e si calma da solo..
    spesso ci va un pò ma pazienza.. altre volte l'unico modo per farlo calmare è urlare.. e poi mi sento male.. xke non mi piace urlare..
    non è facile!
    ora inizia a non voler più star nel passeggino e mi preoccupa questa cosa perchè mi scappa!!

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  3. Anch'io sclero eccome! Con tre maschi mooolto vivaci in casa.
    Parto la mattina con le migliori intenzioni, calma, spiegazioni , ignoro certi capricci, cerco di gestire i conflitti…ma poi… se esagerano ..sclero anch'io! Siamo UMANE…o forse solo un po' esaurite?!?!?

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  4. @pancina sei la persona che “conosco” che detesta tata Lucia.
    Io personalmente l'adoro e credo che dia degli ottimi consigli.
    Vorrei però vedere cosa succede in quelle case due mesi dopo. Perchè se una rondine non fa primavera in una settimana delle pesti non possono trasformarsi in angioletti. Non so se rendo l'idea

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  5. @vany menomale che non vuole stare più nel passeggino. E' un bambino curioso!!! E poi non preoccuparti nel passeggino ci ritornerà e ti chiederà di prenderlo proprio quell'unica volta che tu non l'hai portato con te 😉

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  6. @tris e se fossime delle umane esaurite?!?!?!?! Credo sia normale stressarsi in determinate situazioni soprattutto perchè ci portiamo dietro anche lo stress di una giornata di lavoro (fuori casa o in casa per me è lo stesso)

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  7. Mati in realtà non pianta con me capricci per strada, dato che per tanti versi il mio medoto educativo è stato ribattezzato da PapàKappa il “metodo Auschwitz”.
    In compenso io riesco a sclerare lo stesso.
    Pensa un po'!!!

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